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Laboratorio della Cartapesta

Alcuni anni fa il Carnevale di Borgosesia si era trovato nell'esigenza di avere una struttura fissa che supportasse il Carnevale intero, a partire dalla costruzione dei carri fino alla possibilità di salvaguardare una caratteristica fondamentale, quale quella di saper modellare la cartapesta, materiale sicuramente povero, ma importantissimo per la costruzione dei carri allegorici.
E' così nato, non senza difficoltà ed impedimenti, un capannone, all'interno del quale trovano posto cinque tra i Rioni di Borgosesia che partecipano alle sfilate; inoltre è sorta anche una scuola, un Laboratorio della Cartapesta, che funzioni in primis da supporto ai vari costruttori di carri locali e poi anche per produzioni per i Carnevali di altre città e per altri tipologie di utilizzo della cartapesta.
Il Laboratorio della Cartapesta riflette una realtà importantissima e preserva un patrimonio eccezionale: la costruzione dei carri allegorici è una tradizione ultracentenaria che senza questa istituzione, probabilmente sarebbe andata perduta per le difficoltà di una lavorazione che oltre a costare abbastanza, soprattutto in termini di mano d'opera, richiede una capacità artistica innata, dote questa poco comune e comunque poco sfruttata in un momento storico che di tempo all'arte ne lascia ben poco.
Il Laboratorio non serve comunque a costruire opere in cartapesta solo per il Carnevale borgosesiano, ma lavora anche per conto di Carnevali di altre città, come Vercelli, Santhià, Lessona, ecc. E si dedica anche a lavorazioni particolari come la vetrinistica, gli addobbi in genere, andando a sostituire altri materiali, forse più nobili ma di contenuto artistico sicuramente minore.
Il Laboratorio saltuariamente ha ospitato corsi sull'uso di questo materiale, che richiede un procedimento di lavorazione piuttosto lungo e complesso. Il Laboratorio è oggi gestito dal Maestro Gianfranco (Peter) Anicelli di Borgosesia, che dopo una gavetta durata moltissimi anni come costruttore di carri per i Rioni di Aranco e VALBUSAGA, è stato scelto come gestore dell'ente. Da ricordare che poi il Laboratorio usufruisce della collaborazione di due grandissimi artisti della cartapesta di Viareggio, vincitori dei concorsi dei carri maggiori in vari anni, quali i Maestri Guidubaldo Francesconi, Roberto Vannucci e Fabrizio Galli.
Di notevole importanza culturale e artistica, è l'allestimento della mostra " Arte in Maschera ", che ha già avuto due edizioni e si sta configurando come un appuntamento biennale fisso del Carnevale di Borgosesia; si tratta della riproduzione in cartapesta effettuata dal laboratorio, di bozzetti creati da grandissimi artisti italiani contemporanei appositamente per il nostro Carnevale; è questa una opportunità enorme per poter divulgare la qualità e il prodotto di questa attività artigianale vitale per la nostra manifestazione.
Gli artisti suddetti, tutti di caratura anche internazionale, come ad es. L. Veronesi o E. Tadini, si sono detti entusiasti del lavoro finito e l'obiettivo finale sarà quello di arrivare ad un centinaio di queste opere per poter allestire una mostra itinerante per l'Italia e, perchè no, per il mondo intero.
La Cartapesta


Dal greco "Charta" e dal tema del tardo latino "Pistare", indica una massa plastica costituita da carta, collata, triturata o tagliata a pezzetti, a cui talvolta viene aggiunto altro materiale fibroso, come:
La cellullosa o la pasta di legno, alle quali è capace di conferire all'impasto grande consistenza e durevolezza.
La carta, pestata, dalle sapienti mani degli artigiani, viene "plasmata" all'interno delle apposite forme di gesso, assumendo, una volta completata, tutte le caratteristiche morfologiche del calco.
La cartapesta è una tecnica intrigante da comunicare poiché, oltre alla componente creativa e la sua grande versatilità di impiego, implica una rivisitazione storica dell'utilizzo delle materie cartacee, giungendo al problema attuale del loro riciclaggio.

Spessissimo viene sottovalutata come tecnica effimera e fragile che si accompagna alla routine dei lavori spiccioli da passatempo.Solitamente la si individua come tecnica semplice nei giochi manuali dei bambino da adottare nei centri sociali.

La cartapesta è un mondo infinito di possibilità, di cose e tradizioni da collocare senza ombra di dubbio nella cultura dell'uomo.Tanto per fare un esempio si pensi a una chiesa costruita nel 1793 con pannelli di cartapesta nei pressi di Bergen, in Norvegia, che si mantenne in buone condizioni per 37anni prima di essere demolita...

Alcune curiosità storiche sulla Cartapesta - da "La Cartapesta" di Juliet Bawden "Giapponeserie"

Nel catalogo realizzato per una mostra di oggetti laccati, Yvonne Jones parla del riaccendersi dell'interesse per le cineserie, le imitazioni dello stile cinese che furono particolarmente in auge in Occidente dal 1770 fino al 1820 circa, nel periodo cioè che coincise con l'invenzione (1772) ad opera di Henrv Clay di un particolare processo di lavorazione della cartapesta.Clay rnise a punto una particolare tecnica che consentiva di incollare a caldo una serie di fogli di carta trattata e di ottenere robusti pannelli resistenti alle alte temperature che ebbero grande diffusione. «Su questo materiale termoresistente si potevano applicare lacca e vernici di ogni sorta senza dover temere la comparsa di incrinature o la deformazione dell'oggetto; grazie alla nuova tecnica si potè usare della semplice carta per fabbricare oggetti prima realizzati in legno o metallo". Con il nuovo tipo di cartapesta si produssero tutti i tipi di oggetti e suppellettili: pannelli o tettucci per carrozze, portantine, ruote per carri, pannelli per stanze, porte e cabine di navi, armadietti e stipi, scaffali, paraventi, caminetti, tavoli e vassoi.

A portata di tutti

Il Laboratorio della cartapesta del Carnevale di Borgosesia utilizza diverse tecniche, a seconda del risultato che si desidera ottenere. Di seguito viene indicato il procedimento più semplice per modellare figure ed oggetti in cartapesta.

"La Tecnica della Carta Macerata"

Materiali: giornali quotidiani riciclati - Colla per parati - Colla Vinavil - polveri minerali(vari colori) - Polistirolo compresso - Turapori o lacca - Olio di lino - Pellicola trasparente - Carta stagnola - Spatole e stecche di legno.

La carta, viene sminuzzata ed immersa in infusione per alcuni giorni. Trascorsi i 5 o 6 giorni, la carta deve essere strizzata con le mani, appallottolata ed in seguito sminuzzata e distesa su un ripiano di legno ricoperto di formica o su una pellicola trasparente auto sigillante o su carta stagnola. A parte si prepara intanto la colla da parati diluendola con acqua in rapporto da 1/6. Quando la colla raggiunge la viscosità desiderata, in un contenitore (un secchio o una bacinella). Si possono aggiungere all'impasto, per renderlo più stabile e durevole nel tempo, la pasta di legno e gli agenti conservatori, impermeabilizzanti e ignifughi. In una bacinella si mescola un po' di colla, un po' di carta precedentemente sminuzzata e si comincia a pestare con una pistoia di legno. La cartapesta sarà pronta quando diverrà un' amalgama modellabile. Se si desidera colorarla, si può aggiungere della polvere minerale del colore desiderato. Si possono aggiungere all'impasto, per renderlo più stabile e durevole nel tempo, anche agenti conservatori, impermeabilizzanti ed ignifughi

Agenti di conservazione: Impermeabilizzanti: Bianchi di uovo o calce Ignifugazione: Gesso, calce, bianco di spagna, borace o pietra pomice