Le origini
La festa dei travestimenti satirici e burleschi si rinnova ogni anno in quella che, per Pellaro, è divenuta a giusto merito l’istituzione del divertimento. Una fabbrica della trasgressività che coinvolge non solo gli occhi ma, con le sue deliziose leccornie, anche la gola. Qui il carnevale è all’insegna della spontaneità e del coinvolgimento totale della cittadinanza, specialmente dei commercianti che degnamente contribuiscono alla riuscita della manifestazione.
La settimana dell’allegria con i suoi momenti gioiosi di svago e intrattenimento offre una reale occasione di sfogo e di rottura dalla quotidianità per chi, pur di staccare la spina, ama abbandonare i panni della convenzionalità lasciandosi trascinare nel turbinio di musica e colori.
L’instancabile organizzazione curata dall’Associazione Carnevale Pellarese promette anche per questa settima edizione di fare scintille. La tradizionale ma sempre affascinante sfilata dei gruppi in maschera che accompagna i carri,
cattura l’attenzione di tutta la città ed è una tappa
quasi obbligatoria per chi vuole trascorrere qualche
giorno di euforia prima dell’avvento della Quaresima.
L’associazione Carnevale Pellarese mostra di anno in anno, di edizione in edizione, di non aver perso nulla dello spumeggiante dinamismo che la caratterizza.
Conoscere le origini del carnevale è un’impresa ardua, eppure qualcuno ricorda ancora l’antica abitudine di raccontare indovinelli in dialetto, spesso apparentemente lascivi e ricchi di doppi sensi, ma che avevano una soluzione più ingenua di quello che si potrebbe pensare. A ciò si aggiungono le indimenticabili pantomime degli anni ’50, e le virtuali “battaglie” di scherno tra i quartieri di Pellaro e Bocale.
Mantenendo dinanzi a sé l’obiettivo di creare una sua specifica personalità, il Carnevale Pellarese racconta e si racconta in un programma sempre più denso di iniziative, spaziando dalla satira più pungente alla saggezza senza tempo della tradizione. I giorni canonici del divertimento vedranno la rituale esibizione delle mascherine del carnevale dei piccoli, insieme alla XV edizione del concorso canoro de “Il Cantamaschera”.
Tra coriandoli, stelle filanti e mascherine colorate, tornano quindi a sfilare nelle maggiori vie del paese i giganti di cartapesta, grandi sculture nate e realizzate dalle sapienti mani dei maestri carristi. I carri hanno subito nel tempo delle positive innovazioni tecnologiche, prevedendo il coinvolgimento di giovani artigiani del ferro e della cartapesta per diventare così delle imponenti strutture.