Scheda Carnevale iscritto
Testamento di Carnevale
Lo schema frequente della fine del Carnevale viene rappresentato dalla Morte del Carnevale che alla fine della festa viene processato e condannato ad ardere in piazza ( utilizzando il fantoccio della maschera sarnese Alesio) con un narratore che legge il suo testamento.
Testamento di Alesio
Alesio, maschera di Sarno prima di essere bruciato in piazza, quando ha visto che doveva morire ha implorato di avere ancora un'ora di tempo per fare testamento.
"A mio padre ,re del lardo e della cotica, lascio i trenta maiali del porcile di Castagnitiello.
A mia madre regina delle scrofe, lascio il moggio di ulivi al Cantariello
A mia sorella regina delle pacchiane,che si è sposata senza che io potessi vederla, lascio la sottana di mia nonna che non ha mai usato.
Voglio che le mie budelle siano cosi divise: lascio i peli duri come setole al calzolaio di via Laudisio.
Ai litigiosi di Piazza Municipio lascio i miei testicoli.
A Michele il sordo lascio le mie orecchie.
Lascio la mia lingua a coloro che parlano sempre della gente di Sarno,e fanno continuamente cause.
Al macellaio di cappella vecchia lascio il mio intestino perche ne faccia salsiccie.
Ai contadini di Episcopio i femori , perche si facciano il brodo durante la pioggia.
Alle donne di sarno lascio i miei lombi per le notti insonni.
Ai bambini la vescica per fare palloncini, alle ragazze la coda, ai finocchi i muscoli.
Lascio i talloni ai corridori e ai cacciatori, ai ladri lascio le unghie e a colui che sta leggendo il mio testamento lascio la corda che porto sempre con me, perche ci si leghi il collo per impiccarsi.
La maschera sarnese di Alesio
Alesio era l'antica maschera del Carnevale sarnese:
avanzava tra la folla con un fischio sibilante e si piegava ritmicamente sulle ginocchia; in questi suoi gesti veniva imitato da un gruppo di giovani che lo precedevano e lo seguivano.
Portava un recipiente con i maccheroni e aveva il volto, dipinto con due colori: l'azzurro e il giallo.
Il primo indica l'infinito e la vita, perché è il colore del mare e del cielo; il secondo, invece, indica i territori sotterranei e la morte, perché nell'antichità i morti venivano dipinti di giallo.
Quindi Alesio rappresenta l'eterna vicenda della vita e della morte.