Scheda Carnevale iscritto

Nome: Carnevale di Misterbianco
Link: http://www.carnevaledimisterbianco.it
Comune: Misterbianco · Provincia: Catania · Regione: Sicilia

Uno spettacolo fatto di storia

Miscela esplosiva di spontaneità, energia e creatività, il Carnevale di Misterbianco ha vissuto un lungo e laborioso cammino prima di approdare ai “COSTUMI PIU’ BELLI DI SICILIA”.

L’ odierna specificità, orgogliosamente difesa, è fatta di tanti tasselli che conferiscono alla più genuina “ festa di popolo” precise identità di costume.

Il primitivo modello di questa “ festa paesana” nasce negli anni quaranta , da una antica tradizione legata alle "Maschere" (‘a Mascara), una sorta di commedia dell'arte alla siciliana, che impegnava improvvisate compagnie locali in recite di vere e proprie "farse" singolari e allegre.

“ ’A Mascara” veniva rappresentata nei quartieri più antichi e popolari del paese e sin dal suo debutto (la domenica di carnevale) era accolta da migliaia di paesani, che dopo il tradizionale pranzo a base di salsiccia e “ maccaruni a setti puttusa” (maccheroni con sette buchi) si riversavano nelle strade per non perdere il tanto atteso spettacolo.

Erano gli anni del dopoguerra e la gente sentiva forte il bisogno di divertirsi, di attestare la propria presenza nei luoghi pubblici del quotidiano: la piazza, le strade, gli spazi al chiuso.

Nascono in quel particolare periodo “ I tambureddi”, locali da ballo al chiuso realizzati all’interno delle povere case di allora, dove giovani e meno giovani, rigorosamente mascherati, sin dalle prime ore del pomeriggio si immergevano nel vortice gioioso della “ festa”.

Negli anni cinquanta a questo modello di ritrovo si aggiungono “ I fistini”, locali notturni approntati per l’occasione in tutti i quartieri del paese, dove la musica, la danza e l’allegria la faceva da padrona per l’intera notte.

Questi frequentatissimi veglioni, vetrine della vita mondana dell’epoca, erano preceduti dal “ballo in piazza” .

La “Piazza” fino agli anni settanta, rimarrà protagonista assoluta del nostro carnevale, un palcoscenico senza confini pronto ad accogliere misterbianchesi e forestieri.

In quegli anni, il Comune, già un mese prima dei giorni canonici del carnevale, metteva a disposizione la “piazza” che attrezzava di altoparlante da dove a raffica si sparava musica fino a mezzanotte… quella delle canzoni più gettonate del momento.

Ogni sera, i giovanotti del paese, come esposti in vetrina, aspettavano che le ragazze, chiuse dentro un dominò di raso nero, con cappuccio , maschera e veletta, venissero ad invitarli a ballare. Indossando questo tipico costume che le rendeva assolutamente irriconoscibili, in questo “ speciale” periodo dell’anno, le donne potevano condurre il gioco e prendere qualunque iniziativa.

Di solito “ le babbalute” ( così venivano chiamate queste donne incappucciate) sfruttavano quella occasione per meglio conoscere qualche uomo, per mettere in giuoco tutta l’arte seduttiva di cui erano capaci, per liberarsi da ogni forma di inibizione, per rivendicare la libertà spesso mortificata.

In quel “ carnevale d’altri tempi” si aspettava il giovedì delle comari (il giovedì antecedente a quello grasso), quando “ le donne” andavano in giro a farsi visita, per spettegolare e mangiare assieme, ma soprattutto per progettare i loro nuovi amori, per consolidare vecchie amicizie e crearne di nuove.

Un fascino particolare all’epoca assumeva il martedì grasso, quando i personaggi storici di quel carnevale, i tanti paesani che avevano innato il senso dell’allegria e dell’improvvisazione, si scatenavano nella “ cuppiata” (lancio) di uova, materiale imbrattante, cannoli e panzerotti. Una vera battaglia che iniziava nelle prime ore pomeridiane del martedì grasso e si concludeva all’imbrunire, mietendo vittime soprattutto fra gli ignari forestieri e imbrattando i muri paesani.

Il momento embrionale dell’odierna strutturazione del carnevale trova la sua collocazione alla fine degli anni settanta.

In quegli anni qualche sparuto gruppo cominciò a meglio organizzare le "maschere spontanee" e a farle itinerare per le strade del centro storico di Misterbianco.

Si lasciò ben presto il passo alle sambe e alle prime donne che con coraggio soppiantavano gli insoliti travestimenti degli anni passati.
Nascevano i primi rudimentali carri e i prototipi dei primi costumi.

Gli anni ottanta segnarono la svolta storica del nostro carnevale e sfavillanti e fantasiosi costumi rimpiazzarono, in maniera quasi indolore, le recite della “ mascara”, i “festini” e pian piano le serate in dominò.

Il 1981 si può identificare come l’anno zero dell’odierna strutturazione del carnevale misterbianchese.

Da allora le mura cariche di fascino del Centro storico del paese hanno fatto da cornice a carovane di sfilate di carri e costumi.

Dopo un breve periodo di oblio (1990-1993), rispettoso “silenzio” derivato dai tragici fatti della Guerra nel Golfo scoppiata il 17-1-1991, nel 1994 l’Amministrazione Comunale provvede ad approntare un apposito regolamento che permise ai gruppi spontanei di costituirsi in associazioni culturali ed usufruire di un contributo.

Nel 1997 arriva il riconoscimento ufficiale della Provincia Regionale di Catania e qualche anno dopo la Regione Siciliana inscrive il Carnevale di Misterbianco tra le manifestazioni di particolare interesse turistico regionale ed assegna a questo evento un cospicuo contributo.

Dal 2000 si è aggiunto alle sfilate un altro momento di particolare spettacolarità: la sera dedicata al “defilée”.
I costumi più rappresentativi delle Associazioni in gara sfilano per le vie del centro storico di Misterbianco per approdare su una vera e propria passerella, dove, al riparo da coriandoli e stelle filanti, in una atmosfera di magica festosità, ci si esibisce per far meglio apprezzare ad un fiume di pubblico presente i pregevoli ed estrosi particolari di ogni costume.

L’appuntamento con il defilèe nel 2004 si trasforma in un momento di cultura internazionale con l’assegnazione del premio “ Turismo & carnevale” a personalità, che, a vario titolo, lavorano per rendere il carnevale n “veicolo trainante di cultura, economia e turismo”.

L’ambito premio è stato conferito negli anni al Ministro alla cultura di Malta, al Governatore della Tunisia ,al Ministro per il turismo del Montenegro, al Presidente della FECC ( fondazione delle città europee del carnevale), al Presidente dei Carnevali di Francia.

Anno d’oro del nostro carnevale, il 2004 segna l’apertura ai grandi circuiti Europei dello spettacolo e l’inizio delle prime occasioni di scambio e di confronto con altre realtà carnascialesche del mondo.

La lunga serie di riconoscimenti al carnevale dai “ costumi più belli di Sicilia” prende il via, infatti, nel maggio del 2004, anno in cui la piccola Repubblica di MALTA , nell’ambito delle celebrazioni per l’ingresso dell’Isola nell’Unione Europea, ha inserito nel nutrito cartellone degli eventi il Carnevale di Misterbianco, come il più rappresentativo del folclore dello Stato Italiano.

Questa plauditissima e fortunata trasferta internazionale, alla quale hanno preso parte 75 splendidi costumi misterbianchesi, è stata seguita nel 2005, 2006, 2007 e 2008 da una lunga serie di presenze delle nostre maschere ad eventi e festival internazionali che hanno dato un forte rilancio all’immagine del nostro Paese.

Il 2005 è stato un anno altrettanto importante per il nostro carnevale, in quanto più realtà carnascialesche del mondo hanno espresso il loro intendimento di ospitare i Costumi più belli di Sicilia.

Fra la colata di inviti pervenuti, il Comune ha scelto di presenziare agli eventi internazionali di Gozo e Dubai; A Gozo, nella cittadina di Nadur, che vanta il titolo di “ Capitale Europea del carnevale”, le nostre maschere, dal 28 maggio al 4 giugno 2005, hanno sfilato alla presenza di oltre 400 rappresentanti dei carnevali provenienti da tutto il mondo per festeggiare il “ Giubileo d’argento” della FECC.

Nello stesso anno a dicembre in occasione del DUBAI SCHOPPING FESTIVAL, nello splendido scenario del GLOBAL VILLAGE, gli Emirati Arabi hanno plaudito la presenza della delegazione misterbianchese e delle loro fantasiose maschere.

Dopo i riconoscimenti avuti oltre confine, nel 2005 per dare maggiore stabilità e futuro al nostro GRANDE EVENTO , l’Amministrazione riceve e subitamente accoglie l’invito a far parte della grande famiglia della FIC ( Federazione italiana del carnevale) e della ancora più ampia struttura della FECC ( Fondazione europea delle città del carnevale).

Tappa importante quella del 2005 che, dopo avere legittimato il nostro carnevale a stare alla pari con i blasonati carnevali italiani ed esteri, vede il risolversi della situazione di disagio in cui per anni si sono trovati a lavorare i tanti “ volontari locali”, quelli che con la loro dedizione hanno fatto la storia dell’odierno carnevale.

Nel mese di aprile di quell’anno, infatti l’amministrazione comunale consegna alle “Associazioni carnevalesche” la imponente struttura della ex Movicar, che con i suoi oltre 1000 metri quadri diviene un confortevole laboratorio per la realizzazione dei carri scenografici.

Nel 2006 e 2007 i lunghi tour estivi hanno condotto le nostre maschere a Roma, Ancona, Putignano, Alberobello, Crispiano e nella splendida cittadina di Città S. Angelo in Abruzzo.

Nel mese di febbraio del 2007 il “ Carnevale dei costumi più belli di Sicilia” ottiene il suo massimo riconoscimento.

L’Assessorato Regionale ai Beni Culturali, nel segno di una politica volta al recupero integrale dei valori identitari dei Territori siciliani, iscrive nel REI ( Registro eredità immateriali della Sicilia) nel LIBRO DELLE CELEBRAZIONI la festa ciclica annuale “Carnevale di Misterbianco”, ponendo l’evento sotto l’egida dell’UNESCO.

L’estate del 2008 ha portato una nuova ventata di internazionalità per il nostro Carnevale che ha presenziato alla 7° edizione del Carnevale internazionale di Kotor in Montenegro, svoltasi dal 28 luglio al 2 agosto u.s..

Non sappiamo quale altre chicche riserverà a questa imponente manifestazione il futuro, ma una cosa è certa: si respira nell’aria la voglia di sincero recupero di tradizioni popolari dimenticate, di aperture e scambi con altri eventi europei, di miglioramenti organizzativi.

Il carnevale “dei costumi più belli” è uno spettacolo che continuerà a fare storia.

Dott.ssa Rosa Vitanza
Responsabile FIC per la Sicilia


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