Un gruppo di ragazzi con la voglia di divertirsi e di divertire, che è diventato un approccio inebriante al divertimento ed alla voglia di eccedere…
Quasi 30 persone che arrivano a superare le cento se a loro uniamo chi, con le mansioni più disparate, è impegnato ad organizzare i carri.
Tutto è iniziato nel 2001 dall’iniziativa di cinque di noi (Alberto Toto, Sandro De Luca, Massimo Della Tommasa, Giampiero Epifani e Nicola Sergi) che man mano hanno coinvolto con il loro entusiasmo altri ragazzi fino a far arrivare il gruppo ai livelli attuali.
I “costruttori” sono tutti molto giovani: ¾ di loro non raggiungono i 30 anni di età cui si aggiunge qualcuno un po’ più anziano.
Nel 2001 gli amici del Carnevale, all’esordio, vincono il Carnevale di Cursi e raggiungono il secondo posto a quello di Melendugno con il carro denominato “Grande Vitello”.
Nel 2002 con la crescita del gruppo si realizzano due carri, uno ispirato al “Pranzo è Servito” e l’altro a Vanna Marchi.
Con quest’ultimo arriva la vittoria a Cursi (ex-aequo!?!?) e il trionfo a Melendugno.
Se pensiamo che si tratta solamente di volontariato, l’impegno di questi ragazzi diventa ancora più encomiabile, la prova concreta di quanto il Carnevale sia profondamente sentito.
Sono lunghi mesi di sacrificio quelli che precedono l’uscita dei carri: da fine novembre fino talvolta alle prime luci dell’alba del giorno stesso della sfilata.
L’impegno principale dei ragazzi sono i loro carri: quei personaggi che diventano parte di loro ed espressione di un loro pensiero.
Si lavora tutte le sere sino a notte inoltrata, nei ritagli di tempo, si sacrificano le festività.
Un grandissimo esempio di convivenza sociale, quello che offre il gruppo degli AMICI DEL CARNEVALE.
Pur non essendo una vera e propria organizzazione ne ha tutte le caratteristiche, un insieme di uomini e mezzi con un obiettivo finale comune: la vittoria, conquistare il trofeo che il comitato del paese dove si partecipa riserva ai vincitori.
I Materiali più utilizzati
LA COLLA
La colla va usata calda e si distribuisce con grandi pennelli sui fogli di giornale o di carta cemento.
Anche la colla fredda è perfettamente utilizzabile anche se abbassa la temperatura e il morale dei lavoratori.
La cartapesta va sempre lavorata proteggendosi le mani con guanti di lattice per prevenire gravi irritazioni.
La colla deve essere liquida e priva di grumi in modo da poter ottenere una buona cartapesta.
Colla classica
bollitura dell'acqua e aggiunta di farina da mescolare pian piano e continuamente sino a nuova ebollizione.
Colla moderna
si scioglie la farina in acqua fredda mescolando l'impasto.
Successivamente l'impasto ottenuto va portato all'ebollizione.
LA CARTAPESTA
Una delle caratteristiche dei carri è l'uso quasi esclusivo della cartapesta.
Possono essere realizzate costruzioni anche molto grandi con peso relativamente modesto e basso costo della materia prima.
Viene usata una cartapesta particolare, più propriamente carta sovrapposta strato su strato con due/tre fogli uniti tra loro con colla di farina stemperata a freddo o a caldo con acqua.
I veri protagonisti del carro sono i Pupi.
Gli enormi pupi che ammiriamo durante il carnevale, sono frutto di giorni e giorni di lavoro di decine di operatori.
Il pupo si realizza utilizzando ferro, creta, gesso (per le forme più rifinite) e soprattutto quintali di carta.
Una volta ottenuta la forma in gesso del "testone", questo viene bagnato con olio o sapone liquido e con vari strati di piccoli pezzi di carta di giornale incollati con colla di farina.
Una volta completato il riempimento si asciuga la forma utilizzando sistemi semplici compe phon o stufe; una forma grande può impiegare anche alcuni giorni per asciugarsi.
Dopo l'asciugatura si distribuisce uno strato di "carta cemento" che rifinisce e protegge il pupo dalle intemperie.
Per la colorazione delle sagome e opportuno passare una prima mano di bianco.
IL POLISTIROLO
Il polistirolo viene tagliato utilizzando un filo metallico riscaldato elettricamente.
Viene poi inciso con un utensile di facile costruzione chiamato pirografo.
Un altro strumento per lavorare il polistirolo è un semplice coltello ben affilato.
Per eseguire un taglio dolce e preciso bisogna letteralmente affettare il materiale come fosse un...salame.
Oltre alle colle specifiche è possibile utilizzare il Vinavil mentre non sono adatti collanti rapidi a base di sostanze acide perchè distruggerebbero il polistirolo.
Altro collante rapido è il gesso che asciuga rapidamente e le eventuali sbavature si amalgamano bene con l'intera struttura.