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La Storia del Carnevale di Strambino
Da "Storia Canavesana " di Mario Bertotti
In parecchi volumi di storia canavesana si è accennato, anche recentemente, al processo "delle Gatte" di Strambino, limitandosi a pochi superficiali commenti.
Tutto si può riassumere in poche righe.
Dalle antiche carte risulta che, il 14 febbraio 1633, il feudatario Martino dei signori di Strambino ed i consoli del comune ricorrevano al podestà-giudice del locale tribunale, facendo presente che ogni anno al mese di marzo e durante la primavera, nascevano piccoli vermi, chiamati "gatte", i quali pare scaturiscano dalle prime gemme, donde derivano i pampini delle viti, che ne restano danneggiati in modo tale da restare infruttuose e sterili.
Chiedevano che queste "gatte" fossero citate in giudizio, al banco delle raggioni, affinchè fosse loro imposto di evitare di danneggiare le vigne.
La citazione doveva avvenire per mezzo di crido ( a mezzo banditore ) et affissione di copie ( manifesti murali di quei tempi )con la minaccia di bandimento ( essere poste al bando cioè in esilio ).
Il giudice ordinava la citazione dei suddetti animali.......che però non si presentarono in tribunale. A fine febbraio 1633 la citazione fu ripetuta: non si conosce l'esito della questione.
Gli animali erano considerati in modo diverso da quello dei nostri tempi, perchè erano loro attribuite particolari proprietà. Anche se non erano responsabili dei loro atti, erano dotati di vita e movimento, e potevano diventare strumento di altre forze invisibili. Potevano essere usati da Dio come castigo e flagello per gli uomini ( come nell'episodio Biblico del flagello al Faraone d'Egitto che voleva tenere in schiavitù il popolo eletto) ma potevano anche essere usati da forze maligne (demonio o stregoni ) per recare danno o mettere in tentazione la popolazione.
Il danno causato da un animale poteva venire da parecchie cause e da la citazione in tribunale era , quindi , come un deferire il caso dubbio a persone competenti , che potevano decidere secondo le cautele legali del tempo, quale era il vero aspetto della questione.
Mentre una citazione di un animale domestico che avesse arrecato danno portava alla condanna del proprietari, nel caso di una invasione di animali selvatici questo non poteva avvenire.
Prima era necessario decidere quale era il motivo dell'invasione, pio si ricorreva al Sommo Pontefice che era l'unico che potesse con una sua intimidazione, interrompere il danno provocato dagli animali stessi. Contemporaneamente però a quello che si potrebbe chiamare "esame" legale del caso, poichè il flagello poteva avere avuto origine da una colpa della popolazione (per voto non mantenuto o cattiva condotta) si provvedeva ad opere di carità e di beneficenza.
Come si può vedere dai documenti degli Archivi Canavesani, alle invasioni di insetti nocivi erano accomunate le malattie del bestiame, la pestilenza, la grandine e le condizioni meteorologiche sfavorevoli ai raccolti dei campi, come se tutte potessero avere origine dalle stesse cause.
E' quasi certo inoltre che questi "Processi" successivi al 1630, possono essere stati influenzati dalla famosa peste del 1630, descritta dal Manzoni, come pure vi fu qualche spunto da parte di alcune "congreghe" di stregoneria, che si erano sviluppate quà e là e si radunavano in località già sede di culto pagano.
Altri processi come quello di Strambino si svolsero ad esempio a Torino come testimoniano i documenti di Archivio del 1665 r 1678. Anche a Cuorgnè vi fu la stessa situazione.
Il "Processo " di Strambino non può quindi essere considerato come un episodio isolato, poichè corrispondeva ad una precisa impostazione religiosa, legale e sociale che durò per molti secoli fino alla fine del 1700.
Sotto qualche aspetto si può forse parlare di superstizione ed ignoranza, che avevano portato, come diceva il Carandini, ad una stravaganza ridicola ed inverosimile. In realtà esaminando meglio la documentazione dell'epoca si vede che non vi era colpa, perchè mancava ogni documentazione scientifica sul problema, ed anche noi se fossimo vissuti allora saremmo stati portati a considerare le cose nello stesso modo.
Contro il flagello che distruggeva i prodotti dei campi, tutti gli antichi Canavesani e Piemontesi facevano ricorso alla fede cristiana con umiltà e semplicità di cuore, confidando nella misericordia e bonta di Dio.
L'Associazione
La nostra associazione nasce nel 1999 sotto la spinta della nostra amministrazione comunale e vede da subito l'interesse di parecchie persone , alcune che già operavano a vario titolo in altre organizzazioni spontanee, ma comunque sempre mirate al bene del paese e all'organizzazione di
eventi folcloristici e di intrattenimento per la collettività Strambinese.
La nostra associazione conta circa 350 soci iscritti e quindi considerando il poco tempo trascorso dalla sua nascita è per il direttivo in carica un buon motivo di orgoglio e soddisfazione.
Dalla sua fondazione la nostra associazione è iscritta all'Unione Nazionale Pro Loco d'Italia
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