Scheda Carnevale iscritto

Nome: Associazione Amici della Cartapesta di Busseto
Link: http://www.carnevaledibusseto.it
Comune: Busseto · Provincia: Parma · Regione: Emiliaromagna

Chi sono

Siamo un gruppo di circa 20 volontari definiti carristi.

Anche se non siamo militari addetti ai carri armati, passiamo il nostro tempo in un capannone di circa 1000 mq. alla periferia del paese che l'amministrazione comunale ci ha messo a disposizione e nel quale vengono preparati circa sei carri allegorici ogni anno.
I carri vengono costruiti con ferro, legno e naturalmente cartapesta.
Attorno a noi ruotano altre 20 persone circa per l'organizzazione e la gestione della sfilata.
La manifestazione nacque nel 1879, ma non siamo così vecchi: gli Amici della Cartapesta nascono nel 1998 con la grande volontà di recuperare la manifestazione sospesa da qualche anno.
Ci è sembrato un peccato dopo 100 anni abbandonare una tradizione così bella.
Certo per ritornare ad essere famosi come una volta ci vuole del tempo, ma ci stiamo impegnando.
La manifestazione si svolge in 4 domeniche pomeriggio ed oltre ai nostri carri sfilano bande con majorettes, gruppi carnevaleschi un pò strani e soggetti speciali (sono invenzioni o trasformazioni di automobili, camion, etc. dalle quali la creatività di ognuno genera qualsiasi cosa!!!).

Così tutti i giorni della settimana, domenica e feste comprese, si lavora al montaggio delle maschere, si incolla, si colora, si crea... Non sempre tutto questo è un divertimento, anzi diventa un impegno molto serio che necessita spesso di buona volontà e capacità: da chi esegue saldature, ai falegnami che preparano le strutture, agli ultimi, ma non per questo meno importanti, che lavorano la carta chiamati "I MARAMEO QUALUNQUE!".
A parte gli scherzi, durante il corso della preparazione (prevalentemente nei mesi invernali) ci si prende "un sacco" di freddo e l'unica remunerazione per tutti noi e quella della cena sociale alla fine delle fatiche...
Tutti crediamo di noi tutti di essere un pò ammalati di..., ma alla base c'è tanta voglia di fare qualche cosa per il nostro paese, e quando vediamo sfilare i "nostri carri", ci sentiamo orgogliosi perchè sappiamo quanto ci è costato.

La storia del carnevale bussetano

LA STORIA del CARNEVALE BUSSETANO

Secondo il documento più antico ritrovato, sarebbe individuata l'origine del nostro glorioso Carnevale nel lontano 1879.
Quelli dll'ottocento erano corsi mascherati con carri, trascinati da buoi, da cui si gettavano fiori, dolci e arance. Il primo premio era di 200 lire e il secondo di 100 lire.
Ogni carro aveva le sue poesie e canzonette.
Nel 1891 la "Società dei divertimenti" fece affiggere un manifesto: "Popoli dell'Ongina, della Fossa della Vallanza.
Un avvenimento portentoso si verificherà tra queste storiche mura nel prossimo carnevale, a fronte del quale passano in secondo piano le sette meraviglie del mondo, la guerra dei sette anni, le sette streghe del Machbet!

IL RISVEGLIO DEL CARNEVALE DI BUSSETO.
Popoli dell'Alta e della Bassa!
Non mancate di assistere ad una festività inaudita(...) chi invece neghittoso non vi assisterà, rimarrà con un palmo di naso!
Se non potete venire in ferrovia, in tram, in carrozza, non disperdetevi! La società mette a vostra disposizione il cavallo di S.Francesco.
Con questo mezzo pronto, sicuro, igienico, tutti saranno invidiosi di assistere allo svolgimento del seguente programma...".
Nel corso mascherato del 1893 sfilava tra le maschere anche quella di Falstaff, in omaggio al vegliardo Verdi che ormai ottantenne ne aveva appena composto l'opera. Ma per venire al nostro secolo il periodo di maggiore splendore fu negli anni trenta quando la "Gazzetta di Parma" parlava di trentamila spettatori presenti. I carri di cartapesta provenivano da tutta la provincia.
Durante la grande guerra il corso mascherato venne sospeso per ricominciare nel 1950. Non c'erano più i tram a vapore ma la gente arrivava su corriere e treni speciali. Furono gli anni di una forte rivalità e animosità politica.
Mentre i "compagni" della sinistra costruivano, con mezzi che avevano a disposizione, sotto le "barchesse" delle case coloniche, gli amici di destra potevano permettersi di andare ad acquistare dei magnifici mascheroni fino a Viareggio.
Oltre alla contrapposizione politica era molto sentita anche la rivalità tra le frazioni e il capoluogo comunale. Mentre a Viareggio e Venezia si erano formate delle società che facevano capo ai diversi rioni, a Busseto avevano come punto di riferimento i bar.
I componenti di gruppi si auto-finanziavano tutte le settimane spendendo cifre notevoli per quei tempi per raggiungere la somma necessaria per costruire il carro o realizzare un soggetto speciale.
Alcuni carri sono passati alla storia per le loro originalità come nel '52 "Cenerentola", studiato in modo che quando passava davanti alla giuria emanava un alone di profumo che ammaliava tutti i presenti.
Negli anni '50 i carri venivano costruiti un po' dappertutto dalle barchesse delle cascine, dal piazzale della canonica e il gruppo dell'oratorio addirittura nella chiesa di S.Ignazio.
Nel '69 vennero costruiti i capannoni di via Boito. Tra il '57 e il'62, a causa dei problemi economici della Pro Busseto, il corso mascherato venne interrotto per 5 anni.
Nel '71 i nuovi capannoni presero fuoco una settimana prima del carnevale.
Tuttavia, la sera stessa del rogo, gli organizzatori decisero di farlo lo stesso recuperando in sei giorni tutto quello che era rimasto e chiedendo aiuto alle più vicine sfilate di carnevale.

Dalla rivista "IL CARNEVALE di BUSSETO"
Tratto da "STORIA E MEMORIA DI UN VEGLIARDO PIU' CHE CENTENARIO" di Carlo Donati

Così tra alti e bassi si è arrivati fino a noi.
Già dal '99 la manifestazione ha raggiunto un successo di presenze degno delle migliori annate, dal precedente comitato.
Nonostante una tromba d'aria quella estate, avesse investito il capannone distruggendolo e creato danni ai carri in fase di realizzazione, l'anno 2000 ha coinciso con l'effettiva consacrazione della rinascita del Carnevale di Busseto e gli "AMICI DELLA CARTAPESTA" lo stanno rendendo speciale ogni anno che passa .



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